martedì 22 ottobre 2019
Off topic - visto che ci siamo, parliamo di TV. Ho scoperto Game of Thrones...
...e mi sono venute in mente molte riflessioni in proposito.
In poco più di un mese, ho fatto fuori la prima stagione. Fino a questo momento, avevo letto spoiler e commenti sparsi, ma non mi ero interessata più di tanto all'argomento.
Poi, mi hanno proposto di cominciare a vederlo. E ora, mi pongo tante domande, in attesa di avere occasione di guardare anche le altre puntate.
Intanto, perchè tanta cura nei particolari degli sgozzamenti e delle eviscerazioni. Sangue, litri di sangue e piastrine persi per sempre e mucchi di cadaveri, così...per sport.
Perchè Re Joffrey è così cattivo e nessuno lo ferma? E' alto un metro e mezzo, ma sta seduto sul Trono di spade, fa decapitare Ned Stark e tutti lo acclamano. Ordina di tagliare lingue, mette teste mozzate sulle picche e le guarda soddisfatto. Panem et circenses proprio...
Che fine fa Syrio Forel? Lo chiamano maestro di danza, ma insegna ad Arya a tirare con la spada. Combatte tre contro uno coi soldati con la spada di legno, e non si sa più niente di lui. Qualcuno è andato a controllare che brutta fine ha fatto??
E Arya, qualcuno pensa ad Arya? Quella bambina è dispersa, ma nessuno la cerca. E' in viaggio con garzone del fabbro, che è il figlio illegittimo di Re Robert. Praticamente il legittimo Re. Ma se glielo diciamo finisce la serie. O no?
Tutti si preoccupano di Sansa (va bene, è prigioniera del Re psicopatico), ma qualcuno può cercare Arya??
Poi, vogliamo parlare di Bran e Rickon ( che mi fa tanto pensare ad un pinguino di Madagascar. Carini e coccolosi. Mi raccomando. Carini e coccolosi), che sono soli a casa tipo Mamma ho perso l'aereo? Lady Catelyn ha mollato a Grande Inverno due figli piccoli e il figlio Robb ( eTod, perchè è figlio di Ned). Ha preso ed è partita.
Lasciamo perdere quando ha fatto catturare il Folletto, che è il migliore di tutti, e lo ha portato da quella fulminata della sorella, creando solo un gran panico.
Però, tu lasci un bambino disabile e uno sotto i dieci anni, per andare a fare la guerra ai Lannister? Sono perplessa. Perchè anche Robb è partito e fa il Re del Nord, ergo Bran è il Lord di Grande Inverno. Ribadisco. E' un bambino, e non cammina...Vabbè...
Jon Snow sta andando oltre la barriera. Mi ha fatto venire voglia di chiamare Spettro il mio gatto, se ne avrò uno. Fa l'attendente del Comandante Mormont, e adesso va oltre la Barriera a cercare suo zio. Mi diranno...
E poi c'è Daenerys. Che cavalca tanto, alla testa di una carovana di brutaloni. Ora capisco perchè Jason Momoa è tanto famoso...
E' nata nella tempesta, è ingnifuga e dopo essere sopravvissuta al falò per la morte del marito, adesso ha tre draghetti lanciafiamme per compagnia. Mi dicono che prima di unirsi alla grande festa del gioco dei troni le ci vorrà un po'. Noi non abbiamo fretta. Anzi.
Mi dicono di non affezionarmi ai personaggi. Sarà che ho visto Scream Queens e lì moriva un personaggio ogni puntata. Qui è peggio...aehm...
mercoledì 16 ottobre 2019
Lezione di catalogazione number #1 - ovvero quando era meglio il libro
Quando imparavamo
a catalogare, avevamo sempre un dubbio: quando si identifica una
manifestazione, ossia la risorsa che stiamo descrivendo, sulla base dell'item
che la rappresenta, ossia la copia del libro che abbiamo in mano, cosa si
intende per titolo proprio e per titolo proprio parallelo? RDA dice che un
titolo è una parola, carattere o serie di parole e/o caratteri, che indicano
una risorsa o un'opera in essa contenuta. Il titolo proprio è il nome
principale di una risorsa, cioè il titolo comunemente usato quando si cita la
risorsa. Il titolo proprio parallelo è il titolo proprio in un'altra lingua o
scrittura. Altro discorso è il titolo dell'opera e dell'espressione ma non la
facciamo complicata. Le complicazioni un'altra volta. Non è sempre facile
identificare o distinguere, quanto meno all'inizio, quando il frontespizio e le
note tipografiche ti forniscono più informazioni di quelle che riesci gestire.
Ad esempio, ti
trovi davanti una cosa così, L'orlo argenteo delle nuvole = Silver linings
playbook, di Matthew Quick. In questo caso, direi che un po' di pasticcetto si
vede e tu te lo crei...
Silver lining si
può anche tradurre dall'inglese come Lato positivo. Mentre da noi, nel 2008, è
stato tradotto letteralmente come Orlo argenteo 🙈
Potere della paranoia, vieni a me☝.
Nel 2013, con
l'uscita dell'adattamento cinematografico, il libro è stato ripubblicato,
stavolta come Il lato positivo. E il dubbio aumenta...Se poi vogliamo, ci
possiamo soffermare sui contenuti: forse anche sì, perchè è più divertente.
Si possono notare
differenze nella trama. Per esempio, Pat si chiama Pat Solitano, mentre nel
libro è Pat Peoples. A lasciarmi perplessa è stato che Tiffany, che nel film è
una splendida e biondissima e un po' flippata Jennifer Lawrence, non è la
quarantenne o giù di lì del libro ( ma lo stesso mi era capitato leggendo il
cliente, dove Reggie Love è una avvocatessa sessantenne coi capelli sale e pepe
e non una rossa riccioluta come Susan Sarandon).
Ma li perdoniamo,
perchè lui è un immenso Bradley Cooper, con gli occhi chiari e il sorriso
disarmato, più che disarmante. E abbiamo comunque Pat, che aspetta che finisca
il periodo di lontananza da sua moglie, dopo che è finito in una clinica
psichiatrica per un tempo che lui non sa quantificare, e si è perso molte cose
della vita dei suoi, per averla aggredita insieme al suo amante, un giorno che
li aveva sorpresi in casa sua.
Abbiamo i genitori
di Pat, che lo ospitano in cantina e con i quali i rapporti non sono sempre
facili. Abbiamo il terapeuta indiano, appassionato di football. Abbiamo le
sessioni jogging per il quartiere, durante le quali Pat immagina che la sua
corsa abbia come sottofondo della musica, come nei film. Soprattutto abbiamo le
prove di ballo e la performance più sconclusionata di sempre, memorabile nel
film e nel libro. Dice, ma ce la faranno Tiffany, che ha perso suo marito, e
Pat, che ha perso un po' di sè stesso, a trovare un po' di serenità? Pensa
positivo, altrimenti a che serve!
venerdì 11 ottobre 2019
Autocondividersi parte 3.
Ultimo giorno di sole
...dove andiamo tutti?
Mi chiedo sempre dove corriamo.
Ieri sera, visto e considerato che ho cominciato cinque libri tutti insieme, e ne ho finito di leggere solo uno, mi sono buttata sull'outsider. Sul classico da seicento pagine.
Dall'autore dei numeri primi e la mamma del maghetto, sono passata al caro Charles. Dickens.
Di lui avevo letto solo brani dall'antologia (Oliver Twist e la sua divertentissima vita!), poi, tre anni fa circa, ho trovato una edizione scritta molto in piccolo di "Grandi Speranze".
Il titolo mi aveva sempre attirato. Poi, dalla prima pagina, ho scoperto che il protagonista è il buon Pip, e che il vecchio Joe, cognato e migliore amico, per alcune pagine, non si sa come, pensa che lui abbia ingoiato per intero una fetta di pane e burro! Suscitando l'indignazione della sorella, la signora Gargery ("gran bella figura di donna, così dice di lei suo marito) e del suo bastone delle punizioni, Solletico.
Invece no! Pip l'ha accuratamente nascosta, per poterla portare al forzato Magwich, giù nella palude, che lo sta aspettando dietro minaccia.
Ho in seguito scoperto che la figura di Pip è proverbiale nella cultura anglosassone: infatti, in una nota serie televisiva, uno dei protagonisti apostrofa l'altro "suvvia, ora non vi comportate come un personaggio di Dickens!". Questo, infatti, ha sottratto cibo dalla dispensa, per poterlo portare alla persona che stava nascondendo.
Quanto ho impiegato per leggerlo? Un anno circa!
Però, ho incontrato personaggi indimenticabili, come la terribile Estella, e la signorina Havisham, sua madre adottiva, col suo vestito da sposa ormai logoro, e il ricevimento di nozze ancora allestito dopo tanti anni, al quale nessuno ha mai partecipato.
Interessante, è stato scoprire come il forzato sia il benefattore di Pip, che non ha mai dimenticato la generosità che il ragazzo ha dimostrato nei suoi confronti, che ha lavorato durante i molti anni trascorsi ai lavori forzati, al fine di potergli lasciare denaro, per favorire la sua educazione, e creare così il proprio "gentiluomo". E soprattutto, sorprende come Estella sia la figlia dello stesso Magwich, a lui portata via da circostanze sfortunate. Coincidenze che possono verificarsi solo in un romanzo!
Ops...ho raccontato la fine della storia? No, perchè molte sono le vicende che sono narrate! Dai leggetelo, così poi ne discutiamo insieme..
"Adesso, però,che stai leggendo?" vi domanderete. "La piccola Dorrit", la figlia della Marshalsea. Però questo ve lo racconto un'altra volta!
Autocondividersi parte 2. ovvero...
...te la ricordi Rebecca? da dituttounpo' 2013
Marzo è un mese pazzerello, diceva la poesiola che ci insegnavano alle scuole elementari. Ed è vero. Sole e piogge sparse. Ottimo motivo per rimanere a casa, a guardare un bel film, con accanto una tazza di tè, oppure leggere un buon libro.
L'ultimo che ho letto io, è "Rebecca la prima moglie", di Daphne Du Maurier. Anno 1938, ma sembra scritto ieri.
Ambientato in una verdissima Inghilterra, racconta della signora DeWinter ( questa non avvelena e non complotta per uccidere nessuno..non confondiamo, quello era un altro libro, l'omonimia è casuale!) che giunge, al seguito del marito Maxim, conosciuto da poco e per caso in vacanza a Montecarlo, dove si trovava in qualità di dama di compagnia di una vecchia, irritante ed invadente signora, nella tenuta di Manderley.
Qui scopre come, nella grande casa, aleggi ancora la presenza della precedente signora DeWinter, la Rebecca del titolo, morta poco più di un anno prima, in seguito all'affondamento della barca a vela che stava conducendo. Il suo corpo, rinvenuto in mare mesi dopo, ad alcuni chilometri di distanza dalla tenuta, e riconosciuto da Maxim, giace nella tomba di famiglia, e nonostante sia trascorso molto tempo, nessuno sembra averla ancora dimenticata. Di mantenere vivo il ricordo della defunta, si è fatta carico la devota (e inquietante) governante di casa, la signora Danvers, la quale fa in modo che nulla sia spostato, dai mobili alle suppellettili, che nemmeno i menù dei pasti siano cambiati, cosìcchè tutto rimanga com'era quando c'era ancora lei...La protagonista, che non ha nome, quasi ad essere messa in volontaria contrapposizione con colei che l'ha preceduta, non può fare altro che constatare di continuo la propria inadeguatezza: nella gestione della casa, nelle relazioni sociali, e nel rapporto con il marito, il quale sembra essere quasi giunto sull'orlo della pazzia in seguito alla perdita, e che probabilmente non la ama, e l'ha sposata solo per solitudine. Si ritrova così risucchiata in un vortice, nel quale la gelosia, il passato e il presente si intrecciano, e il riflesso di Rebecca sembra sempre fissarla dallo specchio...
Nulla però è quello che sembra: spesso, i rapporti tra le persone non sono davvero idilliaci come appaiono a chi li osserva da fuori, e coloro che sono considerati perfetti e senza macchia, hanno qualcosa di torbido da nascondere. Complice il ritrovamento della barca di Rebecca, e la successiva indagine sulla sua morte, finalmente tutti i nodi vengono al pettine...
Autocondividersi...ovvero come spargere penseri qui e là...
Tratto Da dittuttounpo'nuovo
#fuoric'èilsole
Così canta un giovinotto dalle radio da un po' di tempo a questa parte. Oggi, è il 21 di settembre e finalmente questa estate 2015, per alcuni versi sfortunata, finalmente se ne va. Iniziano a cadere le foglie, ci sono le castagne a terra, e tra qualche giorno bisognerà coprirsi di più quando si esce la mattina presto. Intanto, oggi il cielo è azzurro e limpido, se non fosse per qualche nuvola grigia e allungata, che sembra quasi disegnata, a dare un tocco di discontinuità cromatica!
Voi che state facendo di bello? Lavoro, scuola, nuove esperienze? Io leggo, ho scoperto i dispositivi elettronici e ora ho una di quelle tavolette su cui puoi mettere millemila libri!
In quello che sto leggendo ora mi rivedo molto.
Una signora quasi cinquantenne ( badando bene che io non sono ancora così avanti con l'età ;p) che gestisce una libreria in quel di Londra, dove era fuggita molti anni prima, lasciando a Verona, città natale, alcune questioni irrisolte, La protagonista è circondata da molte figure, tra le quali spiccano una collaboratrice scontrosa, il barbiere italiano giovane e belloccio, l'anziano "vicino di panchina" del parco, con il quale condivide la passione per la lettura, il vicino di casa con il quale vorrebbe forse intrecciare una relazione, e l'immancabile migliore amica, un' amante delle scarpe correttrice di bozze, che ha sempre la soluzione giusta ad ogni problema, nonostante le sue difficoltà personali. Quando la protagonista rischia di perdere la cosa che più ama, ovvero la libreria, ha l'occasione di riconsiderare la sua vita e chiudere alcuna questioni irrisolte...
Io non ho ancora terminato la lettura. Vediamo se siete più veloci!
mercoledì 9 ottobre 2019
Quando ti perdi i pezzi...
...non è mai buon segno.
Preparando la borsa, mi sono accorta che durante una delle mie peregrinazioni in treno corriera e bus in giro per la provincia, ho abbandonato la mia "preziosissima"cartellina rossa, dove tengo appunti riassunti e quant'altro, e senza la quale sono praticamente morta, o quanto meno mi manca un pezzo. :( Per fortuna ho telefonato, e me l'hanno trovata e messa da parte. Oggi però, qui dove sono, mi devo arrangiare come posso.
Dati i 17 gradi di temperatura e il cielo bigio, hanno fatto il loro debutto gli #ugg, che rendono le mie caviglie già non proprio longilinee, come mi hanno fatto notare ( e sì che a me piacciono molto), simili a quelle di un anime giapponese anni 70 / 80. La scelta è tra la piccola Heidiaccipicchia e Signorina Sbadatella Candy Candy. Però, visto che sono avvolte in uno spesso strato di pelliccetta sintetica e al calduccio, mi sembra uno scotto da pagare più che ragionevole.
Tutte queste traversie mi hanno fatto tornare in mente tutti i libri che ho letto durante ore passate in bus e metro in giro per Roma quando ancora lavoravo lì.
Tre che mi sono rimasti impressi e che a me sono piaciuti sono La famiglia Radley di Matt Haig, su una moderna famiglia di vampiri, perchè, se anche l'argomento nosferatu sia trito e ritrito, c'è sempre qualcuno che inventa un nuovo modo per trasformarsi in succhiasangue signori della notte, La ragazza dei fiori
morti di Amy MacKinnon, storia di una ragazza affetta da tricotillomania (ovvero, si mangia i capelli in seguito a diversi traumi subiti), che lavora in una agenzia di pompe funebri, occupandosi di truccare la salme, che indaga sulla morte di una bambina non indentificata e chiamata Precious Doe, e infine il divertentissimo Zia Mame di Patrick Dennis, che racconta le sue avventure con la sconclusionata zia, alla quale viene affidato bambino. Memorabili restato per me il tentativo di lavorare come commessa dei grandi magazzini e la partecipazione alla caccia alla volpe.
Questi sono solo una minima parte. Il lato positivo e L'isola della paura ve li spiego la prossima volta!👋
martedì 8 ottobre 2019
Una serata fredda fredda
Oggi è martedì. Quando ero più giovane, mi è sempre piaciuto il martedì, perchè dopo viene il mercoledì. Superato lo scoglio dei primi tre giorni della settimana, poi in teoria è tutto in discesa.
Poi diventi adulto e il discorso cambia...Anyway...mentre si prepara la cena, e il cibo gira e gira nel microonde, spargendo nell'aria odore di cotoletta ( sì, lo so...scrivo sempre ore pasti...), mi sto chiedendo quale potrebbe essere un buon libro da abbinare a divano - copertina, per una serata da campioni.
Nella mia lista di libri, mi sono fermata a Mangia prega ama di Elizabeth Gilbert.
Quello del famoso film con Julia Roberts, dove Julia Roberts è una scrittrice americana (la Gilbert stessa), che dopo un travagliato divorzio, decide di fare un viaggio per ritrovare sè stessa, durante il quale un po' prega in un Ashram, un po' ama un bell'uomo, ma soprattutto mangia. Molto.
Il libro è diviso nelle tre parti del titolo. Liz fa tappa inizialmente in Italia, perchè ama la nostra cucina e la nostra lingua. La parola che più la affascina è "telefonino" e la frase che usa più spesso quando va da qualche parte è "può indicarmi un buon ristorante?". Si nutre di pizza e spaghetti, tanto che alla fine è costretta ad andare a comprare un paio di jeans nuovi perchè è ingrassata...
Il viaggio continua in India, dove Liz inizia il suo percorso di meditazione, non senza qualche difficoltà nella concentrazione, continuando a mangiare e meritandosi il soprannome di Senzafondo!
Ultima meta è Bali, dove fa la conoscenza di un fattore brasiliano e altri coloriti personaggi.
Quello che succede dopo non ve lo dico, anche perchè si fredda tutto. Dai, con la copertina e il libro suggerisco anche una bella tisana drenante ( perchè è certo che a leggere tutto quello che ingurgita la protagonista del libro ci si sente un po' pesanti, alla fine... )
Divano poi relax! Ciao!
lunedì 7 ottobre 2019
Riprovo...
...Vediamo se, dopo tutti questi mesi che, demoralizzata dalla mia scarsa attitudine da WebMaster, avevo rinunciato a far funzionare questa macchina infernale, riesco a domare le impostazioni, le giustificazioni e i font...
Andando a consultare la mia lunga lista di libri ( volgarmente detta bibliografia, e che trovate nel menù a panino. Lo so che è ora di pranzo...), mi sono accorta di averne inserito uno che ho amato moltissimo, e che mi ha anche fatto tanto piangere, ovvero Storia di una ladra di libri, di Markus Zusak.
Premetto che la scorsa primavera mi sono affezionata ad un giovane autore che ormai ha una certa notorietà, ovvero Joel Dicker. L'ho scoperto guardando La verità sul caso Harry Quebert su Sky Atlantic. Ho visto le prime otto - nove puntate una dietro l'altra, salvo dover rinunciare all'ultima, causa partenza da casa. Ormai ero entrata nel vivo della trama e non sarei tornata prima di un mese. Come fare? La soluzione mi è parsa ovvia: leggere il librone da millemila pagine, fino ad arrivare al punto in cui si era interrotta la visione e da lì arrivare magicamente alla fine della storia!
Complice un bravissimo traduttore, è stato uno di quei libri dal quale non è stato facile staccarsi, tanto che ho mangiato con gusto anche La scomparsa di Stephanie Mailer e Il libro dei Baltimore.
Il protagonista di questa ultima opera è lo stesso del Caso, lo scrittore Markus Goldman, e i due libri se si vuole, si possono incastrare dal punto di vista cronologico, per Il libro dei Baltimore riprende alcune vicende che nel Caso sono solo accennate.
Ma sto divagando, perchè vi starete certamente chiedendo come sono arrivata da Joel Dicker alla Ladra di libri di Markus Zusak. Facile! Ben Schnetzer, che nel Caso interpreta Markcus, è lo stesso attore che interpreta l'amico della protagonista Liesel Meminger nella Ladra di libri. #Associazioni di idee e dove trovarle.
Dice: cosa ti è piaciuto tanto nella Ladra di libri da convincerci a leggerlo? La storia è piuttosto semplice. Un particolare non irrilevante è che viene raccontata dalla Morte in prima persona nel giorno in cui la protagonista, molto anziana, muore.
Durante la seconda guerra mondiale nella Germania nazista, la piccola Liesel perde il fratellino e la mamma e viene data in affidamento a papà e mamma Hubermann. Tanto lei è una "burbera benefica", quanto lui è buono e gentile. Fa amicizia con Rudy, bambino fan di Jesse Owens e inizia a frequentare la scuola. Non sapendo leggere nonostante abbia quasi dieci anni, Liesel impara aiutata da papà, grazie ad un Manuale per il becchino. Si appassiona alla lettura e, dopo un rogo di libri appiccato durante una parata della Gioventù Hitleriana, alla quale è costretta a partecipare, ne salva uno. (Da lì viene la prima traduzione del titolo, La bambina che salvava i libri).
In seguito, comincia a frequentare la casa del borgomastro, dove c'è un'enorme biblioteca e le viene permesso di visitarla. Dopo una serie di vicende più o meno liete e drammatiche, l'epilogo della storia non è felice. La cittadina dove Liesel vive, viene bombardata, con gli esiti infausti che si possono immaginare. Non spoilero...Voi provate.
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