mercoledì 16 ottobre 2019

Lezione di catalogazione number #1 - ovvero quando era meglio il libro


Quando imparavamo a catalogare, avevamo sempre un dubbio: quando si identifica una manifestazione, ossia la risorsa che stiamo descrivendo, sulla base dell'item che la rappresenta, ossia la copia del libro che abbiamo in mano, cosa si intende per titolo proprio e per titolo proprio parallelo? RDA dice che un titolo è una parola, carattere o serie di parole e/o caratteri, che indicano una risorsa o un'opera in essa contenuta. Il titolo proprio è il nome principale di una risorsa, cioè il titolo comunemente usato quando si cita la risorsa. Il titolo proprio parallelo è il titolo proprio in un'altra lingua o scrittura. Altro discorso è il titolo dell'opera e dell'espressione ma non la facciamo complicata. Le complicazioni un'altra volta. Non è sempre facile identificare o distinguere, quanto meno all'inizio, quando il frontespizio e le note tipografiche ti forniscono più informazioni di quelle che riesci gestire.
Ad esempio, ti trovi davanti una cosa così, L'orlo argenteo delle nuvole = Silver linings playbook, di Matthew Quick. In questo caso, direi che un po' di pasticcetto si vede e tu te lo crei...
Silver lining si può anche tradurre dall'inglese come Lato positivo. Mentre da noi, nel 2008, è stato tradotto letteralmente come Orlo argenteo 🙈 Potere della paranoia, vieni a me.
Nel 2013, con l'uscita dell'adattamento cinematografico, il libro è stato ripubblicato, stavolta come Il lato positivo. E il dubbio aumenta...Se poi vogliamo, ci possiamo soffermare sui contenuti: forse anche sì, perchè è più divertente.
Si possono notare differenze nella trama. Per esempio, Pat si chiama Pat Solitano, mentre nel libro è Pat Peoples. A lasciarmi perplessa è stato che Tiffany, che nel film è una splendida e biondissima e un po' flippata Jennifer Lawrence, non è la quarantenne o giù di lì del libro ( ma lo stesso mi era capitato leggendo il cliente, dove Reggie Love è una avvocatessa sessantenne coi capelli sale e pepe e non una rossa riccioluta come Susan Sarandon).
Ma li perdoniamo, perchè lui è un immenso Bradley Cooper, con gli occhi chiari e il sorriso disarmato, più che disarmante. E abbiamo comunque Pat, che aspetta che finisca il periodo di lontananza da sua moglie, dopo che è finito in una clinica psichiatrica per un tempo che lui non sa quantificare, e si è perso molte cose della vita dei suoi, per averla aggredita insieme al suo amante, un giorno che li aveva sorpresi in casa sua.
Abbiamo i genitori di Pat, che lo ospitano in cantina e con i quali i rapporti non sono sempre facili. Abbiamo il terapeuta indiano, appassionato di football. Abbiamo le sessioni jogging per il quartiere, durante le quali Pat immagina che la sua corsa abbia come sottofondo della musica, come nei film. Soprattutto abbiamo le prove di ballo e la performance più sconclusionata di sempre, memorabile nel film e nel libro. Dice, ma ce la faranno Tiffany, che ha perso suo marito, e Pat, che ha perso un po' di sè stesso, a trovare un po' di serenità? Pensa positivo, altrimenti a che serve!

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