lunedì 22 novembre 2021

Il risveglio di Ecto 1 - Ghostbusters: Legacy

Un'abitudine delle altre epoche, era quella di rispolverare ciò che c'era prima. Riscoprire il passato. Lo si è fatto nel Rinascimento. Col neoclassicismo nel periodo napoleonico. Si riscoprivano la letteratura, l'architettura e le arti figurative. 

Ora si riscoprono la televisione e il cinema.

In questo momento storico in cui, evidentemente, le idee scarseggiano, oppure il passato è rassicurante, e quello che è nuovo non è granchè (vedi la trap. Più alla radio passano la trap, più apprezzo Massimo Ranieri), assistiamo ai reboot, ai revival e ai sequel (a volte anche prequel...) 

Revival vuol dire "andiamo a riacchiappare attori che avevano appeso il personaggio al chiodo, e gli chiediamo di rientrare nel costume" e quando succede, li troviamo più appesantiti, più grigi, qualcuno irriconoscibile. 

Alcune volte, il tentativo riesce bene, altre avresti preferito che avessero lasciato perdere. Era meglio il ricordo. 

Lo hanno già fatto con Una mamma per amica e Will & Grace. Uno era un tentativo di dare una conclusione più degna alla storia, ma non ce n'era bisogno. Personalmente, vedere il botox in certe guance e assistere a svolte narrative terribili mi ha solo intristito gli occhietti.

L'altro invece ha stravolto un finale che ci stava bene così com'era, per ricominciare più o meno la stessa solfa con vent'anni di più sul groppone. 

Cosa si fa in questi casi? Io faccio finta di non aver visto e dimentico...

Reboot, invece, significa rifare la storia con gli stessi personaggi, interpretati da nuovi attori: un esempio è Walker, che riprende Walker Texas Ranger, con Chuck Norris. Nella nuova serie, c'è azione, investigazione, più ammore e meno kung fu! Ho visto un episodio e non mi è parso male. Mi disturba solo che il protagonista si chiami Cordell. Conosciamo altri Cordell o se lo sono inventato solo per lui?

Una terza via, è fare il nuovo capitolo di un film, possibilmente bello e finito bene, anche di decenni prima (per questo dico che si riprende il passato), inserendo possibilmente un cameo dei vecchi personaggi, e riprendendo una vicenda che si era già conclusa e sparigliando le carte! 

Tipo: Indipendence Day 2, che era brutto per dire brutto, infatti avevano minacciato un 3, ma nessuno si è ancora azzardato, e i tre nuovi Star Wars (ho ancora i brividi!).

Iersera, per esempio, in tv, davano Jurassic World, con il buon Chris Pratt e la rossissima Bryce Dallas Howard, che è rimasta nella storia perchè, in un film ambientato in una giungla, in mezzo al fango, lei corre per tutto il tempo con il tailleur e i tacchi alti. Sindrome di Ginger Rogers spostati proprio. 

In una giungla, mi stavo dimenticando di dire, che è popolata ovviamente di dinosauri, fuggiti dalle gabbie (ti pareva) del redivivo parco di divertimenti dei romanzi di Michael Crichton, storia che aveva avuto già tre capitoli cinematografici tra il 1993 e il 2001.

Jurassic Park, all'epoca, ci era piaciuto tanto: un vecchietto, il signor Hammond, fa clonare i rettili (che forse, dice la scienza, erano uccelli giganti) prendendo il dna dall'ambra, e apre un parco a tema su un'isola sperduta. Poi ovviamente, tutto va storto e si sfiora la tragedia ancora prima di iniziare. 

La storia nel dettaglio la sapete tutti, quindi non serve che ve la racconti. Se avete meno di vent'anni, e non lo avete visto, andate a guardarlo perchè merita. L'animatronics spaccava negli anni 90! 

Gli altri due film, JP il mondo perduto e JP III, sono più o meno la prosecuzione: il protagonista del secondo è Ian Malcolm, che nel primo faceva da comprimario, mentre nel terzo tornano Sam Neill e Laura Dern.

Questo quarto ricalca il primo (come dimenticare Il risveglio della forza, che è una brutta copia di Una nuova speransia?): un facoltoso miliardario indiano ha ripreso l'idea di Hammond, creando non solo i dinosauri più conosciuti, anche degli strani ibridi con altri animali. 

Il parco questa volta, però, è aperto al pubblico, e quando il dinosauro più pericoloso (l'indominus rex, un bestione nato incrociando dna diversi, con la possibilità di mimetizzarsi! Siete pazzi?) fugge con astuzia dalla gabbia, iniziando a mangiare gente a caso, è pieno di di turisti che devono darsi alla fuga! 

Dice: Pratt e Howard che fanno? 

Pratt è un addestratore di velociraptor (ne ha quattro) e Howard una dei responsabili della struttura, e insieme coordinano una spedizione per ricatturare il fuggitivo. E mentre l'indominus fa strage di altri dinosauri più deboli, devono cercare i due nipoti della rossa, in visita anche loro al parco, che sono scomparsi. Da lì, le corse nella giungla sui tacchi...

Finisce tutto più o meno a tarallucci e vino, e in un modo un po' ridicolo, mi viene da dire, così da poter fare un altro sequel...anzi, 2...

Dice: come mi ricollego agli altri film? Con il Dr Wu! Ovvero, lo scienziato che si occupava di clonare i bestioni la volta precedente e che fa la sua ricomparsa. Io però citerei anche la scena in cui uno dei tecnici informatici indossa una maglietta di Jurassic Park, dicendo che l'ha comprata su Ebay.

In questi giorni, per restare in tema di sequel, nei cinema assistiamo al risveglio di Ecto 1! 

Come tutti certo saprete, era l'automobile bianca degli Acchiappafantasmi, quelli di Who are you gonna call?

I Ghostbusters erano, as you probably know, i tre scienziati, Peter, Ray e Egon + Winston, che, negli anni 80, armati di zaino protonico e trappole, liberavano NY dai fantasmi. 

Ora, a 37 anni di distanza, la minaccia che ha devastato NY, e che gli Acchiappafantasmi avevano rispedito nella sua dimensione a calci nel sedere, con l'aiuto dell'omino dei Marshmallow, si ripresenta in una cittadina dell'Oklahoma. 

Stavolta, chi possiamo chiamare, visto che uno non c'è più e gli altri, ormai anziani, hanno seguito altre strade? I nipotini del defunto, è ovvio! Sono loro infatti a trovare, in una diroccata casa di campagna, tutta la vecchia attrezzatura del nonno, compresa la cara vecchia automobile!

Il piano per sconfiggere il male architettato dall'avo, che agli occhi di tutti appartiva un pazzo (che strano...) sembra invece perfetto per la nipotina appassionata di scienza, ma, al momento di metterlo in atto i ragazzini peccano di inesperienza e rischiano di soccombere: quando tutto sembra perduto, però, ecco apparire tre facce conosciute, anche se un po' più rugose, con la tuta e lo zaino di ordinanza!

Dice: Com'è? 

Per essere un sequel, diretto dal figlio del regista dei film originali, tra l'altro, è discreto. 

Certo è pensato come film per ragazzi, perchè essendo i protagonisti tra i 10 e 18 anni, le situazioni adulte si perdono un po'. Si intuisce subito la connessione con la storia precedente, senza troppi sforzi di fantasia, alcune scene riprendono palesemente il primo film, ci sono fatti non spiegati bene, ma forse non si può stare ad approfondire tutto, però gli effetti speciali sono di gran lunga migliori di quelli del 1984. 

Si fa apprezzare un duello finale degno di Harry Potter, mi viene da dire, con apparizione ectoplasmatica tattica e forse un po' scontata (potere della tecnologia di oggi). Un modo per rendere omaggio a chi non c'è più, che era il vero scopo del film. 

Lo accettiamo come terzo della saga? Non canonico, direi. Voto: 6 1/2



giovedì 18 novembre 2021

Seven sisters - ovvero, oggi non ho fatto colazione







Quando arrivo a Trieste col treno delle 9:08, mi stiracchio sempre come Pasquale Ametrano, il personaggio dell'emigrante interpretato da Carlo Verdone in Bianco Rosso e Verdone, che guarda caso davano in televisione proprio ieri sera. E un po' mi viene da ridere.
Poi scendo e vado a mangiare. 
Macchiato e cornetto al cioccolato. Stamattina il treno ha ritardato di 8 minuti e quando sono arrivata al bar i cornetti non c'erano più. 

Finiti. Evaporati. Volatilizzati. Dileguati. Sire, dileguaronsi! Eh, proprio. 
C'erano rimasti solo quelli integrali con la marmellata ai frutti di bosco, e quelli vegani, che solo a sentire la parola mi è salita la depressione a millemila!
Alla fine, ho preso la treccia di sfoglia con la crema e la marmellata di amarene, ma ormai il guaio era fatto. Adesso ho solo voglia che questa giornata finisca. 
Però, prima che questa tegola mi cadesse sulla zucca, mi ero ricordata che non vi avevo ancora raccontato delle #SetteSorelle. 
Perchè io il libro l'ho letto, ma non ve lo avevo spiegato! 

Intanto, nozione preliminare: cosa sono le sette sorelle. 
Le sette sorelle sono le Pleiadi, un ammasso aperto visibile nella costellazione del Toro. Se non capite cosa si intende per ammasso aperto, andate a spulciare wikipedia. E' interessante!

Questo romanzo è il primo di una serie di 8 (perchè non 7. Lucinda prima di lasciarci aveva un grande disegno per noi. Non temete, genti!) ed è un miscuglio tra The Umbrella Academy e la mitologia greca. Non torviamo il maggiordomo scimpanzé e i poteri magici, ma sicuramente personaggi con un passato misterioso.
Infatti, ci sono 6 sorelle, e già è strano, ognuna delle quali porta il nome di una stella: Asterope, Elettra, Maia, Taigete, Celano e Alcyone! Merope (o Dryope o Aero), che sarebbe la settima, manca all'appello, ma questo è un altro discorso.

Sono state tutte adottate in tenerissima età da un padre facoltoso in diverse parti del mondo e alla sua morte cercano di scoprire le proprie origini. 
Il padre, che loro chiamano Pa Salt (anagramma di Atlas, Atlante, padre delle Pleiadi) infatti ha lasciato loro una sfera armillare, sulla quale trovare incise le coordinate del loro luogo di nascita.
 
La prima a partire alla ventura è la maggiore delle figlie, e la prima ad essere stata adottata: Maia. E' traduttrice di libri per mestiere ed è sempre vissuta accanto al padre nella grande villa sul lago di Ginevra, mentre le sue sorelle hanno preferito allontanarsi e costruire la propria vita altrove. 
E' nata in Brasile, e grazie alle coordinate scopre che la sua famiglia è molto facoltosa e possiede una grande villa a Rio de Janeiro. Ed è lì che fugge, quando un amore finito per motivi misteriosi e creduto perduto si rifà vivo.

A Rio fa la conoscenza di uno scrittore molto affascinante, per il quale lei traduce i romanzi, e inizia insieme a lui ad indagare, per scoprire chi sia sua madre e perchè l'abbia abbandonata.
 Scopriamo così che la villa è abitata da una anziana signora, di nome Beatriz, ultima rampolla di una famiglia nobile, alla quale non resta molto da vivere.

Grazie ad una corrispondenza che le viene consegnata di nascosto dalla fedele cameriera della donna, Maia apprende la storia della madre di Beatriz, Izabela, della quale Maia stessa è la copia perfetta!
Izabela infatti altri non è che la bisnonna di Maia (e quindi Beatriz è sua nonna!).

La ragazza proveniva da una famiglia di italiani emigrati in Brasile, che aveva fatto fortuna con le piantagioni di caffè, ed era stata data in moglie giovanissima a Gustavo, un nobile caduto in disgrazia e tutt'altro che prestante. 
Il padre di Izabela aspirava ad una scalata sociale: lui avrebbe messo il denaro e Gustavo e i suoi genitori il titolo!
Izabela, però, prima di acconsentire ad un'unione senza amore, con il benestare del futuro marito, era partita per un viaggio formativo in Europa, con un'amica e la sua famiglia. 
Il padre della sua amica era Heitor da Silva Costa, l'architetto che ha progettato il Redentore, perciò a Parigi, Izabela aveva fatto la conoscenza di Paul Landowsky, il famoso scultore, e del suo apprendista, Laurent.
 
Laurent e Izabela avevano intrecciato a poco a poco una relazione, complice una scultura di lei che Laurent aveva iniziato ad abbozzare. Purtoppo, Izabela sarebbe presto tornata a Rio per sposarsi e la loro unione non aveva futuro. 
Laurent, grazie a Landowsy era riuscito a raggiungerla, e con sotterfugi avevano potuto consumare il loro amore. Alla fine, complice un destino cinico e baro, non c'era comunque stato un lieto fine e Izabela era rimasta con Gustavo, dal quale aveva avuto Beatriz.

Dice: e Maia come si colloca? 
Maia conosce la storia fino in fondo, grazie alle lettere di Izabela, al contrario di sua nonna, a cui manca un passaggio ovvio, oltre che fondamentale e che io non vi dico, e viene a sapere da lei che sua madre era una donna problematica, che dopo il parto l'aveva abbandonata. 
I suoi nonni, Beatriz e il suo defunto marito, avevano provato ad adottarla, ma erano arrivati troppo tardi, perchè Pa Salt l'aveva già portata via. 

Alla fine, Maia, tornata a Ginevra, riconciliata con sè stessa, perchè conosce finalmente la sua origine, decide di raggiungere il suo nuovo amore, e insieme a lui andare alla ricerca di una persona, importante per la ragazza, alla quale la storia di Izabela l'ha fatta nuovamente pensare. 
Vi ricordate gli oscuri motivi?

In conclusione, ci ho trovato un po' di Titanic. Con un po' di Garcia Marquez e Mangia Prega Ama.
La rivisitazione del mito di Maia, l'intreccio con la storia del Cristo di Rio (e l'easter egg che le mani potrebbero essere di Izabela...sì, c'è anche quello), mi ha fatto temere che in ogni romanzo la nostra Lucinda abbia fatto lo stesso gioco. 
Per ogni sorella, ci saranno antenate toste vissute in epoche in cui le donne dovevano farsi valere? Perché, l'ho pensato dal primo momento: figurati se la bisnonna Izabela non si è ribellata alle convenzioni sociali! Che la nonna Beatriz sia figlia di Gustavo, non ci credo ma manco...ops...ve l'ho detto che la giornata è cominciata male. Baci!


mercoledì 17 novembre 2021

Dove eravamo rimasti - L'inverno dei leoni

L'ultima volta che siamo stati a Palermo, dai Florio, era caldo e c'era l'Italia unita.
Vincenzo moriva, sì, lasciando la città nello sgomento e la famiglia nel dolore, ma nasceva suo nipote Ignazio, "Ignazziddu", che, venendo ad allietare la vita di Ignazio e di sua moglie, Giovanna d'Ondes Trigona, ci infondeva un'incrollabile fiducia nel futuro della Casa, come dice una vecchia canzone.

Iniziava l'ascesa di Crispi e di lì a qualche anno si assisteva alle proteste dei lavoratori e  alla nascita del partito socialista.
Gli affari di Casa Florio, con il nuovo capofamiglia, vanno sempre meglio e il matrimonio è all'apparenza sereno. 
Ignazio è un uomo coscenzioso, amato dai suoi operai e stimato da tutti, un padre severo ma giusto e attaccato ai suoi figli, e un marito affettuoso, ma non innamorato di sua moglie, perchè è ancora legato al suo amore di gioventù, lasciato a Marsiglia per realizzare la definitiva affermazione sociale, imparentandosi con la nobiltà palermitana. 
Giovanna ne soffre, protesta, quando scopre che il marito conserva ancora le lettere dell'"altra", e anche grazie al sostegno della sua dama di compagnia, donna Ciccia, va avanti. Resiste! E' donna Giovanna Florio!
Dopo i due maschi, arriva anche un'altra figlia, che viene chiamata Giulia, come la nonna Giulia Portalupi, che qualche anno dopo la scomparsa dell'amato Vicè, ci lascia.

Sembra andare tutto bene: i trionfi nell'industria, nella politica, non mancano, come le difficoltà, che Ignazio riesce a superare, dando sempre più prestigio alla Casa, però, come diceva qualcuno, tutte le famiglie felici si somigliano e ognuna è infelice a modo suo. 
A poco più di dieci anni, il primogenito di Ignazio e Giovanna, Vincenzino, già di salute malferma, muore, con grande sconforto dei suo genitori e soprattutto nello sgomento di Ignazziddu, perchè, all'improvviso, si trova ad essere lui l'erede di Casa Florio.
 
Di lì a qualche anno, anche Ignazio muore prematuramente, stroncato da una malattia che colpisce i reni e lo consuma poco a poco, non prima però di aver visto nascere, dopo qualche anno dalla perdita, un nuovo Vincenzino, un bambino sano e vivace, che diventerà famoso per avera dato inizio alla Targa Florio, sul circuito delle Madonie. 
Il suo dispiacere nel lasciare questo mondo è così attenuato dall'ultima immagine dei suoi due figli, Ignazio e Vincenzo. Come deve essere.
Alla sua scomparsa, Giovanna non può fare altro che chiudersi in un mondo fatto di preghiera e ricordi, del figlio morto nell'infanzia, e del marito che non ha mai ricambiato del tutto l'amore che lei gli dava. 

Ignazziddu, ora don Ignazio Florio, a poco più di vent'anni, si trova a capo di una fiorente attività e intestatario di un ingente patrimonio mobiliare e immobiliare: una fonderia, l'Oretea, una tonnara, la cantina che produce non solo marsala, ma anche vini e cognac, facendo affari in tutta Europa, la NGI, la compagnia di navigazione che era stata acquisita da sua padre, la Villa dell'Olivuzza, la Villa dei Quattro Pizzi, l'isola di Favignana, barche e un persino un treno privato!
Amante del bel vivere, dei lussi e dei viaggi, Ignazio ha una passione insana per le belle donne, che non si spegne neanche dopo il matrimonio con Franca Jacona di San Giuliano, ragazza di famiglia nobile, che diventerà famosa per un ritratto di Giovanni Boldini. 
Franca prova ad imporsi, ma viene subito redarguita da sua suocera, che le spiega l'importanza del nome e le impone di sopportare, perchè lui ogni volta tornerà e lei dovrà riprenderselo! In questo modo, iniziano anni di tradimenti, e tra le donne di Ignazio ci saranno anche Lina Cavalieri e la Bella Otero!

A questa passione di Ignazio, piuttosto dispendiosa (non solo vizia le donne con cui si intrattiene, ma ad ogni tradimento regala alla moglie gioielli costosissimi, tra cui numerosi fili di perle, che la renderanno altrettanto famosa), fanno da contraltare una certa arroganza e un'incapacità, per non dire inettitudine, per gli affari (perchè anche lui si renderà conto in vecchiaia che il nome non basta), che lo porteranno ad imbarcarsi in diverse imprese fallimentari. Questo atteggiamento lo porterà anche a troncare i rapporti con i più fidati collaboratori del padre, quando si sentirà minacciato da questi, circostanza che gli farà perdere sempre più credibilità agli occhi del mondo politico e industriale italiano, soprattutto quando avrà bisogno del supporto delle Banche nazionali per risollevarsi.
Una su tutte, in seguito allo scandalo della Banca Romana, il crack, si direbbe oggi, del Credito mobiliare, l'accollo da parte del Banco Florio, di tutti i debiti, che Ignazio ripaga con il proprio denaro!

Da lì in poi, Casa Florio si avvierà sempre di più verso il tracollo economico, culminato, dopo la prima Guerra mondiale, nella vendita e nelle spartizione delle proprietà, nel  tentativo di ripianare debiti, causati da anni di investimenti sbagliati, spese dissennate, debiti di gioco, feste, viaggi, regali, filantropia, tutto per dare sfoggio del grande potere del nome!

Purtroppo, questa generazione di Leoni sarà l'ultima: Ignazio e Franca hanno sì cinque figli, ma ne sopravviveranno solo due. 
La primogenita, Giovannuzza, viene stroncata dal tifo, o forse dalla meningite, e il piccolo Baby Boy, l'erede Ignazino, muore in circostanze non meglio, accertate lasciando il padre nello sconforto. Non solo Casa Florio rischia di essere smantellata pezzo a pezzo a causa dei debiti, ma non c'è nessuno che continuerà il suo nome!

La coppia sembra risollevarsi con l'arrivo del terzo figlio, una bambina che spira poco dopo la nascita, poichè partorita prematura, in seguito all'ennesimo litigio tra i genitori, a causa della scoperta dell'ennesimo tradimento. Non verranno più figli maschi, con loro enorme rammarico.
Saranno le ultime due figlie, Igiea e Giugiù, a confortare Franca nel dolore che le perdite dei figli e i tradimenti del marito le hanno provocato negli anni, marito con il quale si ritroverà in vecchiaia, dopo che lui è stato lasciato dalla donna con cui per molto tempo ha intrattenuto una relazione.
L'ho spiegata bene?

E' una storia solo negativa? Io non penso. 
E' una storia vera, di una famiglia che ha costruito la propria fortuna dal niente e che poi l'ha persa, entrando cumunque nella leggenda. Di ascesa e caduta.
Intorno a loro, hanno gravitato grandi figure politiche e della cultura, tra cui il Vate Gabriele D'Annunzio, che di Franca era un ammiratore. 
In un contesto storico che abbraccia cent'anni, è un romanzo che parla di costume, economia e società e presenta scorci di Sicilia che per chi come me non c'è mai stato sono irripetibili.
Voto: 9.



venerdì 5 novembre 2021

Pubblicità

Ieri, come faccio da Febbraio scorso, ho scelto i cinque libri del mese da proporre alle socie e agli utenti.

Ogni mese, da Febbraio, mi aggiro tra gli scaffali, alla ricerca di proposte interessanti. 
Libri che non sappiamo di avere e che non sappiamo di voler leggere assolutamente.
Di solito, ne estraggo 5: scienze sociali, scienze applicate, psicologia, storia locale, un gialletto, biografie. 
Poi me li guardo, leggo il risvolto di copertina e scrivo un sunto che sia un po' accattivante. Magari non ci riesco sempre, ma ci provo. E' una tra le tante cose in cui metto il cuore e che alla fine mi dà 0 soddisfazione. 
Io persevero comunque, perchè arriverà il giorno in cui attirerò la curiosità di qualcuno e allora non avrò lavorato per niente.
Questo mese ho deciso di proporre, tra gli altri, questi due 👇

Le voci di Petronilla: storia di una modernissima donna d’altri tempi, uno scorcio di vita femminile italiana dal 1872 al 1947, Di Roberta Schira e Alessandra De Vizzi

Il racconto inedito della vita, dall’infanzia mantovana ai salotti milanesi della maturità, ritrovo di intellettuali dell’epoca, passando per il periodo universitario e i sogni romantici di ragazza, sempre guidata dal principio categorico “Io devo”, di Amalia Moretti Foggia. 

Conosciuta come dispensatrice di ricette di cucina e di vita, con il nome di Petronilla, e di consigli medici come dott. Amal, sulle pagine della Domenica del Corriere, Foggia è stata una femminista ante litteram, che ha intrecciato la sua esistenza con grandi figure femminili del Novecento (da Anna Kuliscioff a Sibilla Aleramo ad Ada Negri), ma ha anche portato assistenza gratuita tramite il servizio di Poliambulanza di Porta Venezia a Milano a centinaia di donne di diversa condizione ed estrazione sociale. Una figura attuale da riscoprire per le donne di ieri e da scoprire per quelle di oggi.

Io l'ho trovata una storia interessante da far conoscere; mesi fa avevo messo in circolazione anche l'autobiografia di Ingrid Bergman, che mi era parsa una bella figura di donna, perciò ne cerco sempre di nuove. 
In ogni caso, per chi volesse saperne ancora su Petronilla (prima di chiedere il libro in prestito 😜), può documentarsi a questo indirizzo 
👉https://www.fondazionecorriere.corriere.it/petronilla/

Anche gli uomini possono stirare Di Claudia Pinl
Una ricerca di soluzioni positive per superare insieme la “sindrome della massaia”👠, suddividere i compiti familiari e le responsabilità in modo equo, coinvolgere tutta la famiglia nei lavori domestici, affrontare il problema del congedo per paternità/maternità.

Un’opera di qualche anno fa, ma sempre attuale, soprattutto in un'epoca come questa, in cui siamo sempre più alla ricerca di parità e di superamento degli stereotipi di genere.

Se vi interessa, sul nostro sito (ho messo il link da qualche parte nel blog...non vi dico dove così siete costretti a spulciare😈), trovate anche le proposte dei mesi scorsi. Erano davvero bellissime, non sapete cosa vi siete persi!!!

martedì 2 novembre 2021

Autoritratto con gatto rosso (situazione tipo di lettura, Wacom Intuos)


Dimmi una cosa bella compresa nella vita di una lettrice onnivora: una lettrice onnivora è anche una cinefila onnivora convinta. 

La cinefila onnivora, come forse già si sa, guarda film di tutti i generi: spazia dal sentimentale, all'horror, al distopico, al fantascientifico, al comico, zigzagando tra le trame e i personaggi, a volte dimenticando quello che vede, tanti sono gli scenari diversi in cui si imbatte.

La cinefila onnivora, al contrario della lettrice onnivora che non rilegge, a volte riguarda un film, se le ha lasciato qualcosa. Così ha molti film preferiti e rassicuranti nel suo armamentario, che comincia a guardare da metà, perchè conoscendoli a memoria sa perfettamente cosa si è persa, o dalla fine, perchè l'ultimo quarto d'ora vale tutti i precedenti 70 minuti o giù di lì.
Siccome il giorno di Ognissanti, come quello di Santo Stefano, è ideale per andare al cinema, la lettrice onnivora ieri si è vestita da cinefila onnivora. 
In questo periodo di riaperture, la cinefila onnivora si è applicata molto, e ha visto molti film: Black widow, 007 - No time to die, Venom, The last duel, Free Guy, che era delizioso. Probabilmente, come spiegato sopra, qualcosa si sarà scordata. La prossima settimana escono Gosthbuster Legacy e The Eternals. E la cinefila onnivora è molto emozionata!

Nell'attesa, ha trovato un film carinissimo dal titolo #FreaksOut. 
Già così, si capisce che i protagonisti sono degli individui dotati di abilità speciali: un Uomo Lupo super forte, un clown capace di attirare i metalli, un albino che controlla gli insetti e una ragazza con le trecce che sprigiona elettricità. 
La vicenda si snoda tra Roma e le sue campagne, nel periodo dell'occupazione nazista, dei rastrellamenti e dei dei treni che partivano da Tiburtina, per un viaggio di sola andata. 

I quattro protagonisti sono artisti nel circo di Israel, un anziano uomo di fede ebraica, che per fuggire da una situazione sempre più incerta e pericolosa (il loro tendone è stato appena bombardato durante uno spettacolo), gli propone di andare in America, per ricostruirsi una nuova vita. 
Dopo qualche titubanza, gli speciali gli consegnano tutti i loro risparmi, così che Israel possa procurarsi passaporti falsi per il viaggio. Il giorno dopo, l'uomo parte con il carrozzone, ma non fa ritorno. 
Verso sera, i tre uomini credono che il loro mentore li abbia traditi, mentre la ragazza elettrica, Matilde, che considera Israel come suo padre, teme che gli sia accaduto qualcosa. 
Così, insieme decidono di mettersi in cammino verso Roma: Matilde vuole ritrovare Israel, mentre Fulvio, l'Uomo Lupo, è intenzionato a raggiungere un nuovo circo che si trova in città, il circo Berlin.

Una volta giunti a Roma, i protagonisti si imbattono in un rastrellamento, e cercano di allontanarsi, ma attirano l'attenzione di soldati armati, che catturano Fulvio, Cencio l'albino e Mario il clown e li caricano sul camion. 
Matilde invece scappa via senza fare nulla. Quando i tre amici, sfruttando le loro abilità, riescono a scendere e si ricongiungono con lei, dopo averla tacciata di codardia per non aver reagito, dicutono di nuovo sul da farsi. Matilde vorrebbe continuare le ricerche, mentre Fulvio è deciso a unirsi al circo Berlin. 
Alla fine, Matilde a malincuore decide di continuare da sola le ricerche. Verso sera trova rifugio sul lungo Tevere, ma fa un brutto incontro. Infatti, viene aggredita da due soldati nazisti, e riesce a salvarsi solo grazie ai suoi poteri. Si ritrova in un bosco e sfinita si accascia sul manto di foglie.
Il mattino dopo, si risveglia in un campo base di partigiani, capeggiati dal Gobbo, un uomo a cui manca una gamba e che ha un fucile al posto di un braccio. L'uomo scopre le sue abilità, e la sprona ad utilizzarle per il perseguimento della loro causa, ma Matilde categoricamente rifiuta. 
Il giorno dopo, il gruppo ha in programma un attentato ad un convoglio nazista: su una camionetta, Matilde scorge Israel, insieme ad altri ebrei, che si scopre stanno per essere portati alla stazione Tiburtina per essere caricati su un treno per la Germania. 
L'uomo, come Matilde aveva sempre sostenuto, non li aveva traditi, me era stato catturato lungo la strada!
La ragazza tenta di salire sulla camionetta, ma non ci riesce, e attira l'attenzione dei nazisti che occupano l'automobile che segue a poca distanza: nasce un conflitto a fuoco, tra i nazisti e i partigiani. L'attentato non riesce e la camionetta si allontana. Matilde non ha salvato Israel, ma ora sa dove lo stanno portando. 
La sera, adirato. il Gobbo picchia Matilde, perchè non ha usato i suoi poteri e ha mandato a monte la missione. Alla fine, la ragazza spiega di non volere, perchè per sbaglio, in passato, ha causato la morte della sua stessa madre. Il Gobbo capisce e ordina che Matilde sia sistemata e portata del Guercio.
Il Guercio è un ex soldato tedesco, che spiega a Matilde la vera natura del circo Berlin.
Il direttore del circo è un uomo legato al nazismo, lo squilibrato Franz: nato con sei dita per mano, non ha potuto arruolarsi per servire il suo paese. 
Grazie all'inalazione di etere, però, Franz (si autodefinisce la Cassandra del Reich) ha sviluppato capacità di preveggenza, che gli permettono di vedere il futuro. Sa che la Germania cadrà e che Hitler alla fine si sparerà alla testa.
Si è quindi convinto che esistano altre persone con deformità e poteri, che radunate in un esercito potranno aiutare Hitler a vincere la guerra. 
Ne e' alla disperata ricerca, e quando riesce a trovarne qualcuno, compie su di esso terribili esperimenti, che portano sempre alla  morte del malcapitato. Per questo, anche suo fratello lo considera pazzo e lo minaccia spesso di riportarlo in patria.
Quello che perciò Fulvio non sa è che, se raggiungeranno il circo e Franz scoprirà le abilità sue e dei compagni, li userà per i suoi pericolosi scopi. 
Matilde deve quindi ricongiungersi ai suoi amici per salvarli, e insieme a loro trovare il treno per salvare Israel.

Intanto, Fulvio, Cencio e Mario sono arrivati al cospetto di Franz. 
Con loro ci sono altre persone con poteri, ma come era prevedibile, sono loro tre ad attirare l'attenzione e ad essere scelti. Per cosa? Per partecipare allo spettacolo e tornare in pista? Così pensano loro. La realtà, però, è un po' diversa e lo scopriranno presto...

Cosa succederà? Matilde riuscirà a raggiungerli? Troveranno Israel? E soprattutto, Matilde farà pace coi suoi fantasmi, usando il suo potere nel modo giusto?

La cinefila onnivora sa tutto questo, ma non ve lo racconta.

Considerazioni finali: protagonisti top, finale dolceamaro. Consigliato, come dice Mymovies, SI.

I classici intramontabili della lettrice onnivora - Il ritratto di Dorian Gray

Una volta, la lettrice onnivora leggeva solo classici. Li leggeva soprattutto per obbligo scolastico. Un'estate si è sciroppata La Certo...