mercoledì 17 novembre 2021

Dove eravamo rimasti - L'inverno dei leoni

L'ultima volta che siamo stati a Palermo, dai Florio, era caldo e c'era l'Italia unita.
Vincenzo moriva, sì, lasciando la città nello sgomento e la famiglia nel dolore, ma nasceva suo nipote Ignazio, "Ignazziddu", che, venendo ad allietare la vita di Ignazio e di sua moglie, Giovanna d'Ondes Trigona, ci infondeva un'incrollabile fiducia nel futuro della Casa, come dice una vecchia canzone.

Iniziava l'ascesa di Crispi e di lì a qualche anno si assisteva alle proteste dei lavoratori e  alla nascita del partito socialista.
Gli affari di Casa Florio, con il nuovo capofamiglia, vanno sempre meglio e il matrimonio è all'apparenza sereno. 
Ignazio è un uomo coscenzioso, amato dai suoi operai e stimato da tutti, un padre severo ma giusto e attaccato ai suoi figli, e un marito affettuoso, ma non innamorato di sua moglie, perchè è ancora legato al suo amore di gioventù, lasciato a Marsiglia per realizzare la definitiva affermazione sociale, imparentandosi con la nobiltà palermitana. 
Giovanna ne soffre, protesta, quando scopre che il marito conserva ancora le lettere dell'"altra", e anche grazie al sostegno della sua dama di compagnia, donna Ciccia, va avanti. Resiste! E' donna Giovanna Florio!
Dopo i due maschi, arriva anche un'altra figlia, che viene chiamata Giulia, come la nonna Giulia Portalupi, che qualche anno dopo la scomparsa dell'amato Vicè, ci lascia.

Sembra andare tutto bene: i trionfi nell'industria, nella politica, non mancano, come le difficoltà, che Ignazio riesce a superare, dando sempre più prestigio alla Casa, però, come diceva qualcuno, tutte le famiglie felici si somigliano e ognuna è infelice a modo suo. 
A poco più di dieci anni, il primogenito di Ignazio e Giovanna, Vincenzino, già di salute malferma, muore, con grande sconforto dei suo genitori e soprattutto nello sgomento di Ignazziddu, perchè, all'improvviso, si trova ad essere lui l'erede di Casa Florio.
 
Di lì a qualche anno, anche Ignazio muore prematuramente, stroncato da una malattia che colpisce i reni e lo consuma poco a poco, non prima però di aver visto nascere, dopo qualche anno dalla perdita, un nuovo Vincenzino, un bambino sano e vivace, che diventerà famoso per avera dato inizio alla Targa Florio, sul circuito delle Madonie. 
Il suo dispiacere nel lasciare questo mondo è così attenuato dall'ultima immagine dei suoi due figli, Ignazio e Vincenzo. Come deve essere.
Alla sua scomparsa, Giovanna non può fare altro che chiudersi in un mondo fatto di preghiera e ricordi, del figlio morto nell'infanzia, e del marito che non ha mai ricambiato del tutto l'amore che lei gli dava. 

Ignazziddu, ora don Ignazio Florio, a poco più di vent'anni, si trova a capo di una fiorente attività e intestatario di un ingente patrimonio mobiliare e immobiliare: una fonderia, l'Oretea, una tonnara, la cantina che produce non solo marsala, ma anche vini e cognac, facendo affari in tutta Europa, la NGI, la compagnia di navigazione che era stata acquisita da sua padre, la Villa dell'Olivuzza, la Villa dei Quattro Pizzi, l'isola di Favignana, barche e un persino un treno privato!
Amante del bel vivere, dei lussi e dei viaggi, Ignazio ha una passione insana per le belle donne, che non si spegne neanche dopo il matrimonio con Franca Jacona di San Giuliano, ragazza di famiglia nobile, che diventerà famosa per un ritratto di Giovanni Boldini. 
Franca prova ad imporsi, ma viene subito redarguita da sua suocera, che le spiega l'importanza del nome e le impone di sopportare, perchè lui ogni volta tornerà e lei dovrà riprenderselo! In questo modo, iniziano anni di tradimenti, e tra le donne di Ignazio ci saranno anche Lina Cavalieri e la Bella Otero!

A questa passione di Ignazio, piuttosto dispendiosa (non solo vizia le donne con cui si intrattiene, ma ad ogni tradimento regala alla moglie gioielli costosissimi, tra cui numerosi fili di perle, che la renderanno altrettanto famosa), fanno da contraltare una certa arroganza e un'incapacità, per non dire inettitudine, per gli affari (perchè anche lui si renderà conto in vecchiaia che il nome non basta), che lo porteranno ad imbarcarsi in diverse imprese fallimentari. Questo atteggiamento lo porterà anche a troncare i rapporti con i più fidati collaboratori del padre, quando si sentirà minacciato da questi, circostanza che gli farà perdere sempre più credibilità agli occhi del mondo politico e industriale italiano, soprattutto quando avrà bisogno del supporto delle Banche nazionali per risollevarsi.
Una su tutte, in seguito allo scandalo della Banca Romana, il crack, si direbbe oggi, del Credito mobiliare, l'accollo da parte del Banco Florio, di tutti i debiti, che Ignazio ripaga con il proprio denaro!

Da lì in poi, Casa Florio si avvierà sempre di più verso il tracollo economico, culminato, dopo la prima Guerra mondiale, nella vendita e nelle spartizione delle proprietà, nel  tentativo di ripianare debiti, causati da anni di investimenti sbagliati, spese dissennate, debiti di gioco, feste, viaggi, regali, filantropia, tutto per dare sfoggio del grande potere del nome!

Purtroppo, questa generazione di Leoni sarà l'ultima: Ignazio e Franca hanno sì cinque figli, ma ne sopravviveranno solo due. 
La primogenita, Giovannuzza, viene stroncata dal tifo, o forse dalla meningite, e il piccolo Baby Boy, l'erede Ignazino, muore in circostanze non meglio, accertate lasciando il padre nello sconforto. Non solo Casa Florio rischia di essere smantellata pezzo a pezzo a causa dei debiti, ma non c'è nessuno che continuerà il suo nome!

La coppia sembra risollevarsi con l'arrivo del terzo figlio, una bambina che spira poco dopo la nascita, poichè partorita prematura, in seguito all'ennesimo litigio tra i genitori, a causa della scoperta dell'ennesimo tradimento. Non verranno più figli maschi, con loro enorme rammarico.
Saranno le ultime due figlie, Igiea e Giugiù, a confortare Franca nel dolore che le perdite dei figli e i tradimenti del marito le hanno provocato negli anni, marito con il quale si ritroverà in vecchiaia, dopo che lui è stato lasciato dalla donna con cui per molto tempo ha intrattenuto una relazione.
L'ho spiegata bene?

E' una storia solo negativa? Io non penso. 
E' una storia vera, di una famiglia che ha costruito la propria fortuna dal niente e che poi l'ha persa, entrando cumunque nella leggenda. Di ascesa e caduta.
Intorno a loro, hanno gravitato grandi figure politiche e della cultura, tra cui il Vate Gabriele D'Annunzio, che di Franca era un ammiratore. 
In un contesto storico che abbraccia cent'anni, è un romanzo che parla di costume, economia e società e presenta scorci di Sicilia che per chi come me non c'è mai stato sono irripetibili.
Voto: 9.



Nessun commento:

Posta un commento

I classici intramontabili della lettrice onnivora - Il ritratto di Dorian Gray

Una volta, la lettrice onnivora leggeva solo classici. Li leggeva soprattutto per obbligo scolastico. Un'estate si è sciroppata La Certo...