mercoledì 27 ottobre 2021

Oggi parliamo di social...

Ogni tanto ho difficoltà con l'incipit. 

Nei libri, ce ne sono di famosissimi, per esempio "molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendìa si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio", oppure "'Natale non sarà Natale senza regali' borbottò Jo, stesa sul tappeto". 

Io posso iniziare così: nei giorni scorsi, ho frequentato un interessantissimo corso sull'uso dei social media in biblioteca, in particolare sull'uso che si può fare del #visualmarketing di IG, per promuovere patrimonio, eventi e vita quotidiana di quel luogo che, insieme alla libreria, è per me ciò che più si avvicina al paradiso! 

Mi è piaciuto molto, sia perchè mi ha dato molti spunti su come migliorarmi, anche dal punto di vista della gestione del mio profilo, sbirciando un po' quelli di chi è più esperto di me in materia, sia perchè ho potuto constatare come alcuni piccoli accorgimenti nella condivisione dei miei contenuti li stavo già seguendo senza sapere! 

Si è parlato inizialmente di Piano editoriale, di analisi dello scenario, di branding, di target, di strumenti da utilizzare e risultati da raggiungere! Sembrano parole difficili, ma che sono sempre più usate nel mondo di oggi, nel quale i social media stanno diventando il mezzo di comunicazione e lavoro preponderante.

In questo momento, ci si orienta sostanzialmente alla fidelizzazione, ovvero a fare in modo che un visitatore occasionale del nostro sito o della nostra pagina social, attraverso i giusti canali (contenuti, iniziative, newsletter) diventi un nostro fan, che, deliziato da ciò che gli offriamo, sia spinto a "seguirci" e a tornare, per vedere cosa di nuovo gli offriamo!

In biblioteca, questo è possibile, facendo una accurata analisi delle abitudini e dei bisogni degli utenti creando archetipi, non stereotipi. 

Nella creazione di quello che si definisce #post, che sia una foto corredata da immagini o che sia un testo più o meno lungo, si deve curare sia la stesura che i contenuti e si devono usare le giuste parole chiave, affinchè sia rintracciabile nel mare magnum del web. 

Importanza cruciale ha l'interazione con i follower, che siano attuali o potenziali: la bontà di una pagina social dipende moltissimo dall’engagement rate, ovvero il grado di interazione, appunto. Se ci sono pochi commenti sotto i nostri post, allora bisogna migliorare il tone of voice (ovvero il tono con cui ci si racconta) e la comunicazione.

In particolare, si è parlato dell'uso di #Instagram e del #visualmarketing, ovvero della comunicazione visiva attraverso fotografie e immagini. 

La comunicazione, in questo social avviene attraverso immagini, appunto, corredate spesso da un #caption ovvero da un titolo, e da un contenuto più o meno lungo, nel quale sono presenti delle parole chiave, i cosidetti #hashtag, generici, tematici, event, community hashtag – per connettere gli utenti ad una specifica tematica, brandizzato, ovvero con il nome dell'ente. Basta che siano legati al tema del post!

Se ne possono usare fino ad un massimo di 30, e per ogni contenuto sarebbe preferibile usarne fino ad un massimo di 6. 

La relatrice ci ha spiegato come sarebbe meglio non postare su FB i medesimi contenuti condivisi su IG, poichè l'uso che su IG si fa degli hashtag, su FB tende a perdere di significato. Un consiglio è quello di sì ricondividere, ma cancellando i tag. 

Inoltre, è importante anche tenere conto del pubblico a cui ci si rivolge, poichè mentre FB è un social che accoglie soprattutto persone adulte, IG è frequentato prevalentemente da ragazzi tra i 18 e i 24 anni. Da qui, l'importanza del tone of voice, che può essere più istituzionale, istituzionale col sorriso, elegante, vento e mare (!), serio o scherzoso, così da poter attirare il pubblico desiderato. 

Aiuta molto l'utilizzo, oltre che dei #feed, ovvero dei profili in senso proprio, anche quello delle #stories, dei #reel e dell'IGTV, ovvero la condivisione di piccoli filmati.

I contenuti possono essere tra i più disparati, con la raccomandazione di non fossilizzarsi su un unico tema.  Ad esempio, nelle pagine social delle biblioteche, oltre a consividere eventi, iniziative o ultime novità (ad esempio postando la foto della copertina di un libro), sarebbe bene proporre anche scene di vita quotidiana: un bibliotecario al lavoro, utenti in aula studio e chi più ne ha più ne metta. E' bene anche condividere contenuti creati dagli utenti stessi (UGC), creando interazione, e si possono anche creare o singoli post, oppure post che siano la prosecuzione del precedente. Si possono anche proporre nuove rubriche per creare flusso di contenuti da seguire.

Le possibilità suggerite sono davvero tantissime! L'importante è riuscire a creare una comunità, nella quale sempre tenere viva la curiosità, il coinvolgimento emotivo e la condivisione delle idee.

Spero di averla raccontata bene. E voi? Usate FB o IG? Postate le foto in duplicato o diversificate? Quanti hashtag usate e quali? Io fino a 6 arrivo sicuro!! E le emoji📚💻? Anche le emoji sono importanti.

Discutiamone.

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