lunedì 13 settembre 2021

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Dice che le storie ve le devo raccontare a piccoli pezzi, ma io non sono Dickens, non sono Mark Twain e nemmeno Dumas.

Io non racconto a puntate. Quando mi leggi, è meglio se ti siedi comodo, con una tazza di quello che ti pare vicino, una coperta sulle ginocchia e un gatto sulla spalliera della poltrona, che ti fa ciondolare la coda sulla spalla. E ti concentri, perchè altrimenti potresti perderti dei passaggi.

Ci eravamo lasciati che stavo partendo per Palermo. Da poco ho raggiunto di nuovo il continente, per prendere un aereo. 

Adesso sono in viaggio in camper in giro per gli Stati Uniti per un racconto- inchiesta, da cui è stato tratto un film con la super super Frances McDormand, che in Tre manifesti a Ebbing, Missouri era grande, come in This must be the place e in Olive Kitteridge. Intanto lo leggo. Poi vedremo come si mette.

Anyway, a Palermo, dicevamo, ho trascorso un po' di tempo con i miei amici, i Florio. 

Quelli della Marsala? Sì, quelli della Marsala. 

Anche se all'inizio erano quelli dell'aromateria. Paolo, il fratello maggiore, e Ignazio, il più piccolo, che dopo il terremoto che colpisce la Calabria, decidono di partire, per andare a cercare fortuna in Sicilia, ai tempi dei Borboni. 

Insieme a loro ci sono Giuseppina e Vincenzo (Vicè), la moglie e il figlio appena nato di Paolo, e Vittoria, la figlia orfana di un altro fratello e di sua moglie, che sono morti in circostante spiacevoli.

Così comincia la storia di quella che diventa, partendo da niente (i facchini, li chiemano) diventa nel giro di trent'anni (dai conflitti del regno delle Due Sicilie, all'Unità d'Italia) una famiglia molto influente. E' per le capacità di Ignazio, che rimane presto solo dopo la morte di Paolo, e poi, alla scomparsa di questi, di Vincenzo, che il commercio si espande e da semplici venditori di spezie, diventano poi commercianti di tonno sott'olio, finanzieri, gestori del servizio postale e poi proprietari della famosa cantina.

Sullo sfondo, ci sono le donne: la madre/matriarca Giuseppina Saffiotti, che dopo un matrimonio combinato e senza amore con Paolo, la perdita di un bambino ancora prima di nascere e un risentimento mai sopito per essere stata strappata alla sua Calabria, trascorre il resto della vita nell'attaccamento verso l'unico figlio, Vincenzo, e nell'amore non detto per il cognato Ignazio, e Giulia Portalupi, inizialmente figlia e sorella dei soci di Vincenzo, e poi oggetto del desiderio di quest'ultimo, ma in seguito molto amata, che, disonorata, gli darà tre figli, e potrà fregiarsi dello status di moglie solo dopo avergli dato il tanto agognato figlio maschio, un altro Ignazio Florio.

Una storia romanzesca, che intreccia le vicende familiari con quelle politiche della Sicilia del tempo, che mette in luce l'importanza, per l'epoca, del nome e del titolo, ma anche della capacità di costruire la fortuna con le proprie mani.

Ma, a che punto siamo arrivati? Quando sono partita, i Savoia stavano facendo l'Italia, il caro Vicè era appena spirato e Ignazio ha preso le redini, ma la dinastia continua: ci sono infatti un nuovo Vincenzo di pochi anni e un neonato Ignazio iunior.  

Casa Florio di Ignazio e Vincenzo Florio non morirà.

That's all folks. Buona settimana...

Spetta...Che c'è? Il libro, che stai leggendo, non ci hai detto il titolo. Vi ho lasciato un sacco di indizi: gli Stati Uniti, il camper, Frances McDormand. Ce la potete fare. Noma...


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