...e forse anche un po' ridicolo.
Oggi mi sento triste, e anche un po' polemica col mondo. Così il pensiero che mi frulla per la testa, lo dico a voce alta.
Mi piacerebbe l'interazione, ma è evidente che sono poco social. Provo a pubblicare titoli accattivanti, foto simpatiche. A consigliare storie che a me sono piaciute. Non strappo che una manciata di sguardi distratti. Mi viene anche un po' da ridere. Succede, penso, quando sono anni che parli da sola. Evidentemente siamo in troppi a fare la stessa cosa. Ognuno ha i suoi gusti, in materia di letteratura, di cinematografia, di viaggi ecc. Ognuno ha il suo pubblico. Il mio qual è? Probabilmente il mio sono io. Allora mi racconto le cose.
Comincerò dall'inizio e mi fermerò alla fine.
Domani, cominciano le restrizioni anti Covid. Chiudono di nuovo le biblioteche. Temevo che mi richiudessero anche le librerie, ma per mia fortuna, anche se avevo già fatto scorta, si potrà ancora andare. Qui siamo gialli, quindi liberà di movimento c'è ancora.
Come avevo prospettato in estate, ho quasi esaurito il quartetto. Dopo la Bussola d'oro, ho fatto fuori anche Il portale degli obelischi e finalmente la settimana scorsa ho terminato L'enigma della camera 622. 630 pagine circa di storia. Tre passati che si intrecciano per arrivare prima a capire chi è il morto, e poi chi è l'assassino. Lungo, perchè fino a metà, non si sapeva nulla, nè dell'uno, nè dell'altro. Confesso che alla fine ero un po' stufa, però sono arrivata alla fine.
Ora sono alle prese con l'ultima storia dell'avvocato Guerrieri, di Gianrico Carofiglio. Si intitola La misura del tempo. Al perchè (perchè c'è sempre un motivo nei titoli), non ci sono arrivata. I precedenti, editi da Sellerio (questo è uno Stile libero Big Einaudi) li ho letti quasi tutti. Guerrieri lo vedo come un Montalbano pugliese, nerboruto, che tira pugni al sacco e beve Primitivo. Ogni romanzo, un caso da risolvere e insieme una lezione di procedura penale. Così anche la mia anima da giurista è felice.
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