Era il 7 maggio 2016 e un post sul mio diario di Facebook recitava così
“Lista dei desideri: "Il cane a tre zampe di Galina Petrovna" e "Su e giù per le corsie". Perché non mi piacciono le borse di Vuitton e le Manolo Blahnik (che a momenti neanche so come si scrive) come tutte le signorine? #sonounamangialibri”
Sono trascorsi tre anni da allora, Manolo Blahnik non lo so ancora scrivere (Ho copiato dalla riga sopra 😅), però i miei desideri sono stati esauditi.
Ricordo che quel pomeriggio (era una domenica) ero entrata in libreria, con l’intento di acquistare quei due volumi. Avevano delle belle copertine colorate (l’uno con un’infermiera disegnata su fondo blu, l’altro una foto a testa in giù di un cane, che mi destabilizzava un po’…mi faceva venire voglia di capovolgerlo per guardarlo al dritto!) e non vedevo l’ora di impossessarmene e portarli a casa.
Disgraziatamente, il libro sull’infermiera era esaurito: avevo aspettato troppo, perciò decisi, un po’ sconfortata, di lasciar pendere.
Me ne andai sconsolata e mi diressi verso…l’altra libreria della città in cui vivo. Mi sarei rivolta alla concorrenza, per una volta. Anche lì, riuscii a trovare solo quello con il cane.
Mi arresi a comprare solo quello, quando la commessa me ne consigliò uno che faceva bella mostra di sé sul bancone, accanto alla cassa. Era molto richiesto, soprattutto in periodo di festa della mamma, ed era legato ad un concorso di una nota marca di gioielli! Il libro si intitolava La metà del cuore.
Li presi tutti e due.
Lessi prima di Galina Petrovna, anziana signora nella Russia comunista, alla quale l’accalappiacani aveva portato via l’amata cagnetta, Boroda, con tre zampe, appunto. La storia si snodava secondo tre punti di vista: quello di Galina e i suoi tentativi di sapere a chi rivolgersi e come fare per riavere il caro animale, la vita piuttosto ritirata e squallida dell’integerrimo accalappiacani, e le vicende di Boroda, dopo essere riuscita a fuggire da quest’ultimo. Ricordo che il finale dolce amaro mi aveva un po’ delusa, anche se l’ambientazione e il quadro storico mi erano piaciuti particolarmente. Aveva comunque soddisfatto le mie aspettative.
In estate, lessi il libro che mi aveva proposto la commessa della libreria.
La storia era piuttosto banale e già vista mille volte nei film americani per la tv, però è stata una lettura leggera e piacevole, senza momenti di fatica.
Una cittadina sul lago e una comunità ristretta, un rapporto conflittuale tra una madre, Lolly, entusiasta e piena di amore per la vita, e una figlia un po’ chiusa e schiva, Arden, che ha sempre subito la personalità debordante della genitrice, e che alla prima occasione ha lasciato la provincia per la grande città.
Ovviamente, dopo anni di lontananza, è costretta a farvi ritorno, a causa degli insorgenti problemi di salute della madre, accompagnata dalla figlia adolescente, Lauren, che a differenza sua, stravede per questa nonna tanto energica.
Tanto per cambiare, c’è l’incontro tra Arden e l’amore di gioventù, e il viaggio nei ricordi, che alla fine spingerà madre e figlia a ritrovarsi, e nipote e nonna, a rinsaldare un legame così forte, da spingere la più giovane a restare nella cittadina per prendersi cura della più anziana. Con buona pace di Arden, che ha imparato finalmente a capire sua madre. Filo conduttore, è il braccialetto con i ciondoli, che ognuna delle tre porta al polso: ciascuno di essi ha un significato e racconta una storia di amore e di coraggio femminile.
Con i saldi di Natale, presi finalmente il mio agognato “Su e giù per le corsie” e appresi che l’autrice, Monica Dickens, altro non era che la pronipote dell’amatissimo Charles, e che nei suoi libri raccontava delle sue disparate esperienze lavorative, lontano dall’alta società a cui apparteneva.
“Su e giù per le corsie”, in particolare, racconta del periodo trascorso come infermiera, durante la seconda Guerra Mondiale. L’apprendimento, il rapporto con le colleghe, i turni di lavoro e le libere uscite. Mi piacque così tanto che pensai che fosse valsa la pena di aspettare.
Però, ora che ricordo meglio, tra la fine del 2016 e l’inizio del 2017, altri tre volumi avevano attirato la mia attenzione…ma questo ve lo racconto un’altra volta.
- La metà del cuore / Viola Shipman
- Il cane a tre zampe di Galina Petrovna / Andrea Bennett
- Su e giù per le corsie / Monica Dickens
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