martedì 12 marzo 2019
venerdì 1 marzo 2019
Concludere la settimana in gloria...
Ultimamente, sto leggendo Stuart Kells, La Biblioteca, un catalogo di meraviglie. edito da Mondadori.
L'autore, di sè stesso, racconta di aver intrapreso un percorso molto vario, per arrivare alla fine ad essere un bibliofilo convinto, che è passato per il diritto, deviando tortuosamente nell'ambito umanistico.
Mi ricorda qualcuno, ma in questo momento non ricordo chi...E' significativo comunque che molti studiosi di lettere e libri abbiano anche una cultura giuridica. Sarà forse vero che dopo una laurea presa con la testa, si debba prenderne anche una con il cuore? Ci devo riflettere su, ma propendo per l'ovviamente sì!! Questa lettura mi ha fatto scoprire anche Robert de Bury, l'autore del Philobiblon, che ho trovato in edizione Bur con testo latino a fronte, e che tengo sul comodino in attesa di momenti propizi. Prendetelo, perchè il personaggio è interessante.
Venendo al profilo squisitamente contenutistico, l'opera per cui è causa (legalese!) è molto interessante, perchè tratta un po' di tutto: di grandi biblioteche del passato, del collezionismo, di personaggi illustri. Insomma, tutto ciò che è riconducibile al libro, alla lettura, alla storia del libro e alle biblioteche.
Sino ad ora, mi ha raccontato ad esempio che Poggio Bracciolini, che io associo a Niccolò Niccoli e a Coluccio Salutati, dagli studi di paleografia latina e storia della scrittura, era uno di quelli che "salvava" i libri. Infatti, pare che, dove subodorasse la presenza di codici manoscritti di pregio, ma mal tenuti dal legittimo proprietario, trovasse il modo di sottrarli e aggiungerli alla propria collezione. Sarà vero? Di lui ne dicono tante e anche lui di sè stesso! Mi ha fatto scoprire la biblioteca di Odorico Pillone, composta da libru con i tagli decorati da Cesare Vecellio ( o Vecillio, come dice l'autore, che è australiano. Chi ha ragione, lui o Google) e Santa Viborada da San Gallo, la prima martire donna canonizzata, protettrice dei Bibliofili e dei Bibliotecari, rappresentata con i mano un libro e l'alabarda con cui fu trucidata dai magiari, che si festeggia il 2 maggio.
Evidenzia anche la condizione dei copisti, costretti a scrivere in stanze fredde d'inverno e calde d'estate, e la precoce cecità che li colpiva. Si trattava di un lavoro fondamentale per l'epoca, perché ha consentito di tramandare la cultura del passato. E' lapalissiano, ma per lo scempio che se ne fa oggigiorno, mi sento di sottolinearlo!!
Insomma, è una lettura complessa e varia e non so mai dove mi condurrà il capitolo successivo. Per invogliarvi, vi lascio questo estratto. Dopotutto, abbiamo annusato tutti un libro almeno una volta nella vita. Ora sappiamo perchè sentiamo quei profumi buonissimi! 😜 Ciao!
"[...] Anche i libri si possono datare in base all'odore. Si sa che composti organici volatili presenti nella carta, nel cuoio e nella colla degradano a ritmi prevedibili. A mano a mano che degradano, rilasciano un aroma in parte di vaniglia (dato dalla lignina e dalla vanillina) e in parte di mandorle (dato dalla benzaldeide). Altri composti coinvolti nel processo sono il toluene, l'alcol e l'etilesanolo, ognuno dei quali produce odori dolci e floreali, che permettono di distinguere i libri vecchi dai più recenti." ,Stuart Kells, La Biblioteca, un catalogo di meraviglie p. 115, 2018.
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